Scoprire che la legna è umida quando si ha bisogno di scaldarsi in inverno può rivelarsi un grande disagio. Questo problema è particolarmente comune per chi accumula legna da ardere senza seguire pratiche di stoccaggio appropriate. In un periodo dell’anno in cui il freddo si fa sentire, la capacità di accendere un fuoco caloroso dipende non solo dal tipo di legna scelta, ma anche dall’umidità presente all’interno dei ceppi. Per garantire una combustione efficace e un’appagante sensazione di calore, è fondamentale comprendere le cause dell’umidità e come, con l’aiuto del sole, sia possibile asciugare la legna in modo naturale.
Le cause principali dell’umidità nella legna
Molti non si rendono conto che la legna da ardere fresca, tagliata di recente, presenta un contenuto d’acqua che può superare il 50%. Questo significa che, mentre brucia, gran parte dell’energia viene sprecata per evaporare l’umidità invece di riscaldare. Affinché la legna sia considerata pronta all’uso, l’umidità deve scendere sotto il 20%. Fattori come la scarsa ventilazione durante lo stoccaggio o l’acquisto di legna non completamente asciugata possono complicare ulteriormente la situazione.
Il ruolo dell’umidità e della ventilazione
La legna umida non solo brucia male, ma può anche produrre un fumo denso che danneggia l’ambiente interno ed esterno. Fenomeni come l’accumulo di creosoto nella canna fumaria aumentano il rischio di incendi. È quindi cruciale garantire un’adeguata ventilazione e un corretto stoccaggio per mantenere la legna asciutta. La scelta di un luogo asciutto e arieggiato è fondamentale, così come l’uso di coperture che non ostacolino la circolazione dell’aria.
Come asciugare la legna con il sole
Uno dei metodi più naturali e efficaci per asciugare la legna è sfruttare l’energia del sole. Esistono diverse fasi essenziali per garantire un’essiccazione ottimale. Ecco alcuni consigli pratici:
- Spezzare i ceppi: È consigliabile spaccare i tronchi più grossi per aumentare la superficie esposta all’aria e consentire una più rapida evaporazione.
- Posizionare all’esterno: Accatastare la legna in un’area soleggiata e ventilata, protetta dalla pioggia diretta.
- Aeree e sollevate: Utilizzare bancali o delle travi per sollevare la catasta da terra, permettendo all’aria di circolare anche dal basso.
- Copertura parziale: Coprire solo la parte superiore della legna per proteggerla dall’umidità ambientale, senza ostacolare la ventilazione.
I tempi necessari per l’essiccazione
Il tempo che la legna impiega a asciugarsi varia in base al tipo di legno. Per i legni teneri come pino e abete, potrebbero bastare dai sei ai dodici mesi, mentre per i legni duri come faggio e rovere, l’attesa ideale può arrivare fino a due anni. Questa pazienza ripagherà gli sforzi con una combustione più efficace e un potere calorifico significativamente superiore.
I vantaggi della legna asciutta
Passare da legna umida a legna ben essiccata apporta cambiamenti significativi. Ecco alcuni motivi per cui conviene investire tempo nell’essiccazione:
- Aumento dell’efficienza: La legna secca produce fino al 50% di calore in più rispetto a quella umida.
- Maggiore sicurezza: Riduce il rischio di incendi causati da deposizioni di creosoto.
- Comfort termico: Un fuoco più caldo e duraturo garantisce un ambiente confortevole e accogliente.




