A partire dal 2 febbraio 2026, l’accesso alla Fontana di Trevi, uno dei monumenti più iconici di Roma, richiede un biglietto di 2 euro per i visitatori non residenti. Questa decisione ha suscitato un acceso dibattito fra visitatori, residenti e esperti del settore turistico, sollevando interrogativi sulla gestione e la valorizzazione di un simbolo culturale di grande importanza. La caccia al biglietto si aggiunge non solo a un diritto di accesso, ma anche a una questione di sostenibilità economica e tutela del patrimonio artistico. In questo contesto, ci si interroga: vale davvero la pena pagare per una vista che, fino a poco tempo fa, era completamente gratuita?
La ragione dietro il biglietto per la Fontana di Trevi
La decisione di implementare un ingresso a pagamento non è solo una questione di soldi. Ogni anno, milioni di visitatori si affollano davanti alla Fontana, creando situazioni di sovraffollamento che rendono difficile la fruizione dell’attrazione e aumentano i rischi di comportamenti inappropriati. L’obiettivo principale è quello di mantenere l’accesso liberale al monumento, mentre si regolamenta il flusso di visitatori in modo da rendere l’esperienza più piacevole. Il porto economico di questa misura è emblematico: si prevede un introito annuale di circa 6,5 milioni di euro, destinati a coprire le spese di manutenzione della struttura.
Cosa cambia con il sistema di biglietti
Il biglietto di 2 euro consente l’accesso al perimetro interno della Fontana, ovvero la zona della scalinata e della passerella vicina alla vasca. Per chi non desidera pagare, la vista dall’esterno rimane gratuita. Questo significa che chiunque voglia semplicemente osservare il monumento potrà farlo senza affrontare ulteriori spese. Le modalità di accesso sono state riorganizzate: l’ingresso avviene da Via della Stamperia, mentre il pagamento al varco accetta solo carte. Inoltre, con l’ultimo ingresso fissato alle 21 per chiudere alla 22, si prevede una controllata gestione della folla durante le ore di punta.
Regole per visitare la Fontana di Trevi
Dentro l’area perimetrale, ci sono regole specifiche circa il comportamento dei visitatori. Non sono ammessi cibi e bevande, il fumo è vietato e non è consentito sedersi sul bordo della vasca. Le violazioni possono portare a multe tra i 40 e i 240 euro, mentre per comportamenti più gravi, come bagnarsi nella fontana, le multe possono arrivare fino a 450 euro. Queste restrizioni mirano a preservare l’integrità del monumento e a garantire una visita ordinata per tutti.
Le reazioni alla nuova iniziativa
Le opinioni sui biglietti della Fontana di Trevi sono divise. Da una parte, ci sono coloro che vedono il costo come un contributo necessario per la manutenzione di un monumento storico, mentre dall’altra parte ci sono critiche che parlano di “mercificazione” di un simbolo pubblico. Il dibattito è acceso: si considera giusto che i turisti contribuiscano al mantenimento di questi luoghi, oppure si dovrebbe garantire l’accesso libero a tutti? Questa questione complessa invita alla riflessione sulle responsabilità di tutti nei confronti del patrimonio culturale.
Conclusioni sul futuro della Fontana di Trevi
Il sistema di biglietti per la Fontana di Trevi rappresenta un tentativo di gestire un afflusso sempre crescente di visitatori mantenendo l’attrazione accessibile e tutelata. Con una giusta comunicazione e un’attenta gestione delle file, l’idea di un ingresso a pagamento potrebbe riuscire a migliorare l’esperienza complessiva e a valorizzare ulteriormente il monumento. Rimanere attenti alle dinamiche di flusso, rispettare le regole e adottare comportamenti civici rimarranno fondamentali per preservare uno dei gioielli più amati di Roma.




